17. Aprile 2026
A Me Mi di Giulia Crimaldi
Giulia Crimaldi è una pittrice italiana il cui lavoro si colloca nell’ambito della figurazione contemporanea, con una forte sensibilità pop. La sua ricerca esplora la trasformazione del soggetto in icona attraverso il colore, la presenza e un raffinato equilibrio visivo.
Lavora principalmente con olio e acrilico su tela, costruendo spesso le sue composizioni su fondi neri profondi, concepiti come un palcoscenico o un velluto da cui l’immagine emerge. Questo approccio intensifica il colore e rafforza il senso di presenza, permettendo a ogni soggetto di esistere in una dimensione sospesa, quasi teatrale.
Il suo lavoro si sviluppa attraverso diverse serie, tra loro coerenti. In #fishkiss, i pesci sono ritratti come presenze silenziose e intime — non come studi naturalistici, ma come identità. Lo sguardo diventa centrale, instaurando una connessione emotiva diretta e inaspettata con l’osservatore. Colore e pattern diventano linguaggio, definendo il carattere più che la specie.
In Who’s Who (Pop Portraits), Crimaldi traduce il soggetto umano in figure iconiche e incisive. I volti sono semplificati ma carichi di tensione psicologica, in equilibrio tra immediatezza e raffinatezza. I ritratti funzionano sia come presenze individuali sia come riflessione collettiva sull’identità.
La serie Blue Blooded rilegge figure storiche femminili — regine e imperatrici — attraverso uno sguardo contemporaneo. Dipinte su fondi blu immersivi, che spesso si estendono alla cornice, queste opere evocano la tradizione del ritratto ufficiale, traslandola in una dimensione attuale, quasi pop.
In L’Albaria, grande trittico dedicato ai fichi d’India (Opuntia), l’artista introduce una dimensione più ampia e ambientale. La composizione si sviluppa come un paesaggio continuo, dove la luce — talvolta suggerita attraverso l’uso della foglia oro — evoca un momento sospeso tra notte e alba.
In tutte le serie, il lavoro di Crimaldi è attraversato da una tensione costante tra realtà e rappresentazione, tra presenza e immagine. La sua pittura non mira a descrivere, ma a rivelare, trasformando soggetti familiari in forme iconiche e senza tempo.
L'esposizione è visitabile fino a luglio 2026 presso l'Hotel Milan il Duca in Piazza della Repubblica 13 a Milano.






